L’uomo che uccise il Duce.

Prese la pistola e la nascose nel muro.
Disse, guardando sua moglie e i suoi figli,: -La guerra è finita.-
La pistola non sarebbe più servita, sarebbe rimasta murata per sempre in quella case dalle parete inumidite, in una valle del comasco.
La pistola che aveva sparato il colpo più importante della storia d'Italia, di un'Italia partigiana e contrabbandiera, di un'Italia derisa e delusa, di un'Italia sull'orlo di una crisi di nervi.
O di quel che, dell'Italia, ne restava.
Era un uomo forte, un uomo cattivo, un uomo duro, un uomo d'altri tempi.
Ed era nel commando di Dongo.
Fu la sua mano a premere il grilletto, fu la stessa mano che aveva picchiato il figlio fino a quasi ammazzarlo e a sollevarlo per i capelli, una volta, più che sufficiente, ma una volta sola.
Se passeggi per quelle valli e incontri qualche vecchio antifascista ti offrirà un bicchiere di vino, del formaggio e un piatto di polenta, pur di avere qualche minuto per raccontarti di lui.
Se passeggi per quelle valli, e incontri  qualche vecchio fascista, ti offrirà un bicchiere di vino, del formaggio e un piatto di polenta, per avere qualche minuto per dirti che è stato lui.
Per dirti che per ammazzare un uomo, per sparargli in testa a sangue freddo,  ci vuole coraggio.
Per dirti che è difficile ammazzare, anche se quell'uomo lo odi.
Per dirti che non  è nella nostra natura uccidere i simili, ma che in certi momenti non si può fare altrimenti.
Per dirti che è ancora più difficile prendere la sua vita se quell'uomo è il Duce.
Per dirti che, in quel gruppo di uomini, l'unico che aveva coglioni necessari a sparare era lui.
Chi morì, quel giorno, a Dongo, rimase il Duce e fu appeso per i piedi in Piazzale Loreto a Milano.
Chi sparò, quel giorno, rimase, per tutti lì, ancora oggi, "Pùsess".

L’uomo che uccise il Duce.ultima modifica: 2005-04-25T20:19:05+02:00da alexdijesolo
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18 pensieri su “L’uomo che uccise il Duce.

  1. Ho visto dei documentari su quei momenti, scene di calci tirati ad un cadavere.. fino a sfigurarlo. Terrificanti, ti assicuro. Ma magari, non avendo vissuto sulla pelle quei dolori e quelle ingiustizie, non sono in grado di comprendere la rabbia che ne è conseguita. E non riesco a smettere di pensarci.. M.

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